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CURARE IL DIABETE MANGIANDO – PARTE 1

CURARE E PREVENIRE IL DIABETE CONOSCENDO “IL NEMICO”

Ci occuperemo ora di chiarire bene come deve essere l’alimentazione nella persona diabetica.

Innanzitutto deve trattarsi di una alimentazione caloricamente adeguata e in grado di ridurre lentamente il sovrappeso quando è presente.

E’ dimostrato che ridurre anche di poco (5-10%) il peso corporeo permette di ottenere un grosso miglioramento del controllo della glicemia e di tutta la malattia diabetica, comprese le complicazioni a carico del cuore, della circolazione, dei reni, della vista e di tutti i nostri organi.

Anche l’ipertensione che spesso complica il diabete in genere migliora con la perdita di peso. Esamineremo dettagliatamente i vari componenti abituali della nostra alimentazione e inizieremo dai carboidrati.

I CARBOIDRATI

I CARBOIDRATI si dividono in CARBOIDRATI SEMPLICI chiamati anche zuccheri (quelli dolci come lo zucchero ecc..) e in CARBOIDRATI COMPLESSI chiamati anche amidi (quelli contenuti nel riso, nei cereali, nelle patate, nella pasta e nei legumi).

Il loro effetto sulla salute ed in particolare sulla salute della persona diabetica è molto diverso a seconda che si tratti di carboidrati SEMPLICI o di carboidrati COMPLESSI.

Nel diabetico è fondamentale considerare l’indice glicemico degli alimenti che è in pratica la capacità di un singolo alimento di innalzare più o meno rapidamente la glicemia rispetto alla quantità assunta. In pratica quanto più un alimento fa innalzare la glicemia tanto più alto è il suo INDICE GLICEMICO e tanto più alto è il picco glicemico che produce.

Tutti i carboidrati semplici, gli zuccheri, hanno un alto indice glicemico e sono pericolosi per il diabetico.

Al contrario i carboidrati complessi, gli amidi, hanno un indice glicemico molto più basso e posso essere consumati regolarmente in giusta quantità anche dalle persone affette da diabete, preferendo quando possibile alimenti integrali non privati dalle fibre..

I carboidrati semplici cioè gli zuccheri, contenuti anche nella frutta molto dolce come uva e banane, essendo ‘SEMPLICI’ cioè composti da una o due o comunque poche unità molecolari organizzate in una breve catena, vengono assorbiti rapidamente ed alzano rapidamente la glicemia (si dice per questo che “HANNO UN ALTO INDICE GLICEMICO”).

Avendo un elevato indice glicemico tutti i carboidrati semplici portano ad un aumento rapido e importante della glicemia e dei trigliceridi, ad un aumentato rischio di insulino-resistenza con conseguente peggioramento della malattia diabetica oltre ad un aumento del sovrappeso e dell’obesità ed anche un aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Non si deve quindi abusare di dolci e di zucchero e neppure di miele ed occorre una particolare attenzione ad evitare o limitare moltissimo la frutta troppo dolce o quella troppo matura e la frutta candita o sciroppata.

Dobbiamo anche ricordare che tutte le bevande dolci contengono in genere molto zucchero anche se spesso di tipi diversi (saccarosio, glucosio, fruttosio…).

In ogni caso gli zuccheri che dolcificano un alimento sono sempre appartenenti alla categoria dei CARBOIDRATI SEMPLICI e sono da limitare nel diabetico perché determinano un aumento della glicemia, del picco glicemico e dell’emoglobina glicata che indica l’andamento della malattia diabetica..

Molti tipi di frutta contengono importanti quantità di carboidrati semplici e per questo la frutta in genere è dolce e lo è tanto più quanto più è avanzata la maturazione. Alcuni tipi di frutta sono davvero molto dolci come banane, uva e altri tipi ancora.

Non si deve abusare della frutta troppo dolce e non si deve abusare neppure dei succhi di frutta troppo dolci perché aumentano la quantità di carboidrati semplici della nostra dieta e possono rappresentare un rischio per la salute in generale e per il diabete in particolare.

La frutta candita e sciroppata deve essere evitata il più possibile nei diabetici.

Written by Dr. Pascucci

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